
Vinchio ti da il Benvenuto
IL NOSTRO COMUNE
Vinchio (Vinch o Vens o Vèins in piemontese) è un comune italiano di 526 abitanti (istat marzo 2024) della provincia di Asti in Piemonte.
Il territorio del comune è diviso su un gruppo di colline che si trovano fra le Langhe e il Monferrato, alla convergenza di tre strade romane (Ramaudio, Luparia e Fonsmagna). Insieme a Vaglio Serra e Incisa Scapaccino, fa parte di quei comuni a ridosso della Riserva naturale speciale della Val Sarmassa, famosi per una pregevole coltivazione di vite, da cui si ottengono uve bianche e rosse.
Fra i vini tipici prodotti della zona spicca il Barbera, coltivato soprattutto nelle zone di frazione San Pancrazio e, in particolare, Bric Tre Vescovi, dove il vino prende il nome della frazione omonima a 255 metri s.l.m., poiché storicamente intersezione dei territori della Diocesi di Alessandria, della Diocesi di Acqui e della Diocesi di Asti. Anche lo stesso centro storico, che nel medioevo era sovrastato dal castello dei marchesi Scarampi del Carretto, è circondato dai colli coltivati a vigneto. L'abitato si sviluppa lungo un crinale sulla sponda destra del torrente Tiglione.
È probabile che il toponimo derivi da alcuni documenti dell'XI secolo che attestano la località come Viginti, a indicare, probabilmente, "venti" miglia romane, di un antico percorso articolato che, probabilmente partiva da Alessandria o da Acqui Terme; il termine tuttavia, secondo altri, potrebbe essersi fuso con con la radice celtoligure vi-nt, quest'ultima col significato di altura.
Di antico insediamento prima celtico e poi romano, l'intero territorio fu liberato dai Saraceni da Aleramo del Monferrato, Conte di Acqui, ed è è probabile che un piccolo borgo abbia cominciato a popolarsi grazie alle migrazioni di alcuni abitanti della vicina e preesistente Castelnuovo Calcea, a partire dal XII secolo.
Di proprietà del Marchese di Savona Bonifacio del Vasto, il borgo medioevale passò quindi sotto il potere vescovile, conteso tra il Capitolo di Acqui e Alessandria, per finire sotto le Signorie di Asti a partire dal XIV secolo.
. Passò quindi ai nobili Solaro di Asti, poi al Conte Antonio Scarampi, in seguito, per molti anni, ai Visconti di Pavia, fino almeno all'Impero di Carlo V d'Asburgo. Fu in questo periodo, nel XVI secolo, che fu eretta la Chiesa della Confraternita della Santissima Trinità, più nota come Chiesa dei Battuti, anche se il campanile è ottocentesco. Dal 1735 il feudo passò ai Savoia, che lo annessero al Regno di Sardegna. Nel XVIII secolo fu ampliata la chiesa parrocchiale dei Santi Marco e Vincenzo.
Nel XX secolo Vinchio si distinse altresì come luogo di rifugio di sfollati e antifascisti della seconda guerra mondiale, luogo di rastrellamenti ed esecuzioni sommarie nel giugno e luglio 1944, tanto da istituire una Casa della Memoria della Resistenza e della Deportazione di Vinchio.
Negli anni più recenti, il paese ha riqualificato il borgo e le sue offerte turistiche ed eno gastronomiche.
Il 27 maggio 2019 è stata eletta Sindaco CHIARA ZOGO, prima donna vinchiese a ricoprire il ruolo di primo cittadino, riconfermata nelle ultime elezioni del 2024.

VINCHIO da VEDERE

Le MATITE GIGANTI
Nell’aprile del 2021,l’Amministrazione Comunale di ๐ฝ๐ฐ๐ต๐ช๐ฏ๐ฐ๐ถ, ha installato sul territorio delle ๐ด๐จ๐ป๐ฐ๐ป๐ฌ ๐ฎ๐ฐ๐ฎ๐จ๐ต๐ป๐ฐ.
La particolarità è che sono state realizzate interamente dal Comune, con tanto di “punta”, colorate e infine, scelta la zona, piantate.
Ve ne sono ben 9 presso il “Nido” di Davide Laiolo e, a gruppi di TRE, le trovate in altrettante aree Comunali in San Michele, a Noche e in Via Vaglio, poco prima di entrare nel centro paese.
Inoltre, in alcune aree verdi sono state piantate le barbatelle (viti di uva da tavola e donate da VIVAI NICOLA), così da soddisfare il palato dei turisti che, passeggiando tra le nostre colline, possono tranquillamente staccarne qualche grappolo per un assaggio a “centimetro zero”.

IL CALICE GIGANTE
Nelle sue forme sinuose già si legge l'identità di un intero territorio; domenica 17 ottobre 2021 è stato ufficialmente inaugurato, ai piedi del Belvedere di ๐ฝ๐ฐ๐ต๐ช๐ฏ๐ฐ๐ถ, un ๐ช๐จ๐ณ๐ฐ๐ช๐ฌ ๐ฎ๐ฐ๐ฎ๐จ๐ต๐ป๐ฌ da vino, di colore rosso Barbera.
Rappresenta appunto un calice di vino stilizzato con una struttura in ferro ed è dotato di un impianto di illuminazione che lo rende molto suggestivo al tramontar del sole.
Nel vialetto di accesso che costeggia il Comune e termina appunto i piedi del Belvedere, sono state posizionate nuove panchine in plastica riciclata per permettere ai passanti di ammirare il paesaggio.
Sebbene sia stato installato da pochi mesi, è già entrato nei cuori dei Vinchiesi e dei turisti che, approfittando anche del paesaggio circostante, armati di telefono, immortalano uno degli angoli più affascinanti e suggestivi del nostro territorio.

IL BELVEDERE - Unesco
Dove un tempo sorgeva il possente castello di Vinchio (distrutto nell'Ottocento), alle spalle del palazzo municipale, da un rialzo naturale è possibile godere di uno splendido panorama sulle colline patrimonio UNESCO e l'arco alpino.
Il belvedere è anche una location per matrimoni civili.
Il prossimo 22 aprile, ospiterà il GIRO del NIZZA insieme ad altri 3 Comuni del nostro territorio.
Link: girodelnizza

La PANCHINA GIGANTE
Posizionata sul bricco più alto del comune di ๐ฝ๐ฐ๐ต๐ช๐ฏ๐ฐ๐ถ, sul confine con il comune di Vaglio Serra. Dalla seduta si può ammirare il campanile della chiesa di ๐ฝ๐ฐ๐ต๐ช๐ฏ๐ฐ๐ถ (ubicato in piazza San Marco), circondato dall’arco alpino dal quale svetta il Monviso, un panorama splendido che offre un’ampia vista fino agli Appennini. Al tramonto il sole si va a nascondere tra il Re di Pietra e il campanile creando una suggestiva ed indimenticabile atmosfera.
Una comoda scalinata in legno posizionata sul fianco della panca permette anche ai bambini di salire comodamente a godersi il panorama.
La ๐๐๐ ๐๐๐๐๐ è facilmente raggiungibile dal parcheggio della Riserva Naturale della Val Sarmassa.
Per gli amanti della natura, invece, il percorso consigliato è il sentiero sterrato dei Nidi, percorso naturalistico che parte dalla Cantina di Vinchio & Vaglio (e che sono stati i patrocinatori della ๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐) e attraversa boschi e vigneti offrendo piacevoli occasioni di sosta ai tavoli da picnic, alcuni dei quali protetti da strutture ombreggianti in salice intrecciato a mano, i Nidi per l’appunto. Prima di partire è possibile ottenere, in Cantina, il timbro della ๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐ป. ๐ต๐ฐ ๐ฑ๐ถ ๐ฝ๐ฐ๐ต๐ช๐ฏ๐ฐ๐ถ, da apporre sull’apposito passaporto.
La ๐๐๐ ๐๐๐๐๐ di ๐ฝ๐ฐ๐ต๐ช๐ฏ๐ฐ๐ถ, non poteva che essere di colore rosso, come la barbera…..